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The MARS PATHFINDER
...whatever happens on mars.. WE KNOW IT!
FANFICTION - Call me ridiculous 
4th-Jun-2008 12:54 am

(ITALIAN ONLY)

Titolo: Call me ridiculous
Autore: blodygirl     
Personaggi: Jared Leto, Tim Kelleher, Shannon Leto, Tomo Milicevic
Pairing: Jared/Tim, Shannon/Tomo (implicito)
Rating: NC17
Trama: ...cosa può accadere quando l'odio, il disprezzo e il rancore, lasciano posto all'amore.
Beta: apokolokyntosis    
Note: Non conosco personalmente i personaggi coinvolti e non voglio insinuare nulla sulle loro preferenze sessuali. Tutto quello che segue è solo fiction.

“Cazzo!Quale fottuto senso ha mettere gli asciugamani sui letti anziché nei bagni?! Da quando ci si fa la doccia stando sul letto!? Cazzo! Tim!!? Portami quei fottuti asciugamani! Sto morendo di freddo! Fottuti inservienti! Tim!!”

Tim si alzò lentamente dalla comoda poltrona di lucida pelle rossa sulla quale era sprofondato dopo essere entrato nella suite. Sentiva che le gambe avrebbero fatto volentieri a meno di quel movimento, ma era inevitabile. Jared era di malumore, e lui doveva stare ai suoi ordini.
Dopo il concerto, il penultimo del tour, Tomo e Shannon erano scomparsi con la scusa di andare a prendere una boccata d’aria. Tuttavia, non si erano semplicemente fermati ad assaporare la fresca ed umida aria notturna, nossignore! Avevano deciso di andarsene dritti in albergo, lasciando lui lì, in balia di Jared. Il frontman, dal canto proprio, era impegnato a portare a termine una ramanzina ai proprietari del locale, che ancora una volta non erano riusciti ad impedire l’appostamento di bancarelle abusive contenenti merchandise falso. Ma non era ancora finita. Una volta arrivati in albergo vennero a sapere infatti che Tomo e Shannon non solo se l’erano svignata (cosa di per sé già perfida), ma avevano anche modificato la combinazione con la quale avrebbero dovuto alloggiare nelle suite: Tomo,che avrebbe alloggiato con Tim, se la sarebbe spassata con Shannon; mentre Tim avrebbe dovuto continuare a sopportare le infinite lamentele, ora moltiplicate, di Jared.
Il malumore del frontman aveva quindi raggiunto tassi altissimi. In fondo si sapeva: per una qualche ragione, Tim non gli andava a genio. Lo vedeva, lo sapeva, lo sentiva…ma non ci poteva far nulla. E tutto questo gli faceva male, perché in realtà lui provava esattamente l’opposto.
Tim prese un paio di asciugamani bianchi, piegati con cura ed appoggiati sul bordo del letto, e si diresse verso il bagno. Bussò…
“Permesso…”
“Ma quale permesso! Datti una mossa!”
Tim aprì la porta e sentì il calore avvampargli il viso. Tutto era appannato, segno evidente che Jared aveva fatto uso di acqua bollente per una buona mezz’ora. Si diresse verso la doccia non potendo fare a meno di notare la grazia con la quale il frontman aveva scaraventato i suoi indumenti in giro.
“Ecco gli asciugamani”
“Era ora!” Jared aprì la portiera della doccia con uno scatto netto, facendola vibrare. “Da’ qua!”
Tim fece un passo avanti, per porgere gli asciugamani, ma in una frazione di secondo,senza nemmeno accorgersene, senza avere il tempo di realizzare, si ritrovò a fissare l’ombelico di Jared, la sua pelle bianca, inginocchiato a terra, con l’acqua che gli bagnava i pantaloni.
“Ma che cazzo! Di bene in meglio! Vuoi alzarti?!”
Tim si scosse, capendo solo in quell’istante cosa era accaduto. Era scivolato a causa del pavimento bagnato, cadendo addosso a Jared, nella doccia. Magnifico! La ciliegina sulla torta che avrebbe completato quella stupenda serata.
Cercò di rialzarsi, nonostante il fondo doccia e i muri bagnati, evitando di dare meno fastidio possibile a Jared, che continuava ad imprecare come una checca isterica.
“Fottiti Tim! Non sei capace a far un cazzo, nemmeno a portare degli asciugamani! C’è qualcosa che tu sappia fare decentemente?! Una sola?! E datti una mossa!”
Tim sentì di nuovo il calore avvampargli il viso. Ma questa volta non era per l’aria calda che ovattava la stanza. No. Questa volta era calore provocato da una rabbia che non riusciva più a reprimere. Si girò di scatto afferrando la porta scorrevole della doccia, e con un colpo sonoro la chiuse alle proprie spalle, facendola vibrare così tanto da dare l’impressione che si potesse frantumare da un momento all’altro. Si voltò nuovamente verso Jared, poggiò le mani al muro così da impedirgli mi muoversi.
“Si può sapere che cazzo ti ho fatto?! Cosa ho che non va?! Perché mi devi sempre trattare così…come, come un cane! Io non sono un cane dannazione! E non voltare lo sguardo altrove! Guardami in faccia, ti ho detto!” Tim afferrò il volto di Jared e lo costrinse a guardalo. ”Allora?  Rispondi!”
Jared non accennava a rispondere e sembrava non avesse la minima intenzione di farlo. Anzi, guardava Tim con uno sguardo di sfida.
“Non ti devo alcuna spiegazione. E ora fammi uscire e asciugati. Domani abbiamo l’ultima data del tour e non ho voglia di cercare un rimpiazzo per il ruolo di bassista. E poi guardati, sei ridicolo.” Concluse Jared con una nota di disprezzo.
“Ah, sì? Sono ridicolo” disse Tim, annunciando una risata che nulla aveva di divertito “…sono ridicolo, eh?…”
Guardò Jared con uno sguardo da cane bastonato, abbandonato e rinnegato dal suo padrone, da quella persona che per lui era stata, ed è, importante.
Continuò ad abbozzare il suo falso sorriso ripetendo tra se…”…ridicolo…”...fece per girarsi, sconfitto, ed aprire la porta della doccia, ma ancora una volta, senza aver il tempo di capire, si ritrovò a fissare quella pelle bianca. Ma questa volta non era l’ombelico, no. Guardava gli occhi chiusi di Jared. Sentiva le sue mani calde e bagnate tenergli il viso,la sua bocca premergli contro, i vestiti inumidirsi al contatto di quel corpo perfetto. Voleva lasciarsi andare, cedere a quella dolce tentazione, per quanto inverosimile fosse. Sentiva che il suo corpo stava per allontanare ogni tipo di razionalità, per abbandonarsi al piacere. Non voleva, per paura di commettere un errore…tuttavia sentiva la bocca di Jared insinuarsi ancor di più nella sua. Le sue mani si stavano spostando dal viso, scendevano lungo il collo, accarezzandolo dolcemente. Il frontman si scansò delicatamente dalla bocca di Tim, e quasi abbracciandolo si diresse questa volta verso il suo orecchio, sussurrandogli con un filo di voce, sensuale: “Scusa…non è come pensi...lasciati andare…”…e prese così a mordergli il lobo dell’orecchio. Iniziò a baciarlo sul viso, sul collo, sul petto…
Tim non riusciva più a controllarsi, dopotutto era stato Jared a dirgli di lasciarsi andare. Lo abbracciò. Sentì quel corpo aderire completamente contro il proprio. Riusciva a carpire l’eccitazione di Jared dal suo calore, dai suoi movimenti, dal suo respiro. Ed era felice, perché in quel momento stavano provando le stesse sensazioni. Non c’era disprezzo, non odio, non rancore. Solo due uomini, che per una volta si stavano amando.
Jared iniziò a spogliare Tim, con frenesia, quasi non riuscendo più a trattenersi, ad aspettare. Gli tolse felpa, e nell’atto urtò la maniglia della doccia aprendo l’acqua, che iniziò a scendere, tiepida, sui loro corpi. Tuttavia nessuno dei due se ne preoccupò. Tim continuava a baciare Jared, lo desiderava. L’altro, liberatosi della felpa, gli slacciava ora i pantaloni, con nessuna grazia. Anche lui desiderava Tim, e non aveva la benché minima intenzione di perdersi in atti di galanteria. Il bassista inchiodò ancora una volta il frontman al muro, ma questa volta senza alcun istinto di rabbia. Si spinse verso di lui, e iniziò a scoparlo, prima piano, con delicatezza, quasi impaurito di poter rovinare quel momento. Jared si perse in gemiti di piacere, con l’acqua della doccia che gli rigava il corpo, la figura di Tim davanti, possente. Quest’ultimo anche gemeva, come probabilmente mai gli era capitato fino ad ora. Continuava a spingersi contro il frontman, un po’ più forte. Sentiva che avrebbe potuto annullarsi in quell’ondata di piacere, senza pentimenti, senza rimorsi. Si sarebbe annientato nella felicità più assoluta.
I loro gemiti diventarono più sonori, i respiri sempre più affannosi, mentre il vapore continuava ad avvolgere la stanza.
Jared cercò di proferire parola…”T…Ti…m..im…” ma dalla sua bocca non uscivano altro che suoni interrotti dal respiro affannoso. Il bassista sentì che presto si sarebbero annullati l’uno nell’altro, e anche se avrebbe voluto che quel momento non finisse mai, non riusciva a porre un freno alla sua voglia, scopando Jared con una forza sempre più crescente. Stavano arrivando ormai entrambi al culmine del piacere. Se la parete fosse stata costituita di un materiale friabile, probabilmente avrebbe portato su di se i solchi lasciati dalle dita di Tim, che premeva ancora le mani sul muro. Jared avvinghiò con le braccia il collo di Tim, mentre quest’ultimo lasciò la parete per abbracciare a sua volta il proprio amante. Entrambi si sciolsero in un urlo di appagamento e piacere.
L’acqua scorreva tiepida, provocando un lieve scroscio.
Le due figure, chiuse in quel piccolo spazio, si tenevano ancora abbracciate, i respiri via via più calmi. Rimasero così per lunghi istanti, come rifiutando che tutto fosse giunto al termine, non volendosi arrendere all’evidenza.
Uno dei due si decise quindi a parlare: “Credo che la felpa ed i pantaloni siano ormai più che bagnati” fece Tim, scostandosi da Jared e guardando a terra. Si abbassò per raccogliere i suoi indumenti e aprì la porta della doccia per uscire, pienamente consapevole che quello che era accaduto stava finendo, e ancora una volta non avrebbe potuto fermare il corso del tempo.
“Credo…” iniziò il frontman attirando l’attenzione di Tim “Credo che anche gli asciugamani siano ormai inutilizzabili” e li raccolse, gocciolanti, mostrandoli al bassista. Dalla sua voce traspariva incertezza. Forse si aspettava domande, pretendenti spiegazioni. Ma Tim non voleva sapere né il perché, né il per-come. Aveva appena vissuto il momento più felice della sua vita, e questo gli bastava.
“Credo anch’io. Non è un problema. Nell’altra stanza ce ne sono degli altri… e penso che faremo bene ad utilizzarli al più presto, altrimenti oltre che a dover cercare un rimpiazzo per il bassista, ne dovranno trovare anche uno per il vocalist!” Disse Tim.
Sorrise a Jared, che contraccambiò, forse felice di non dover spiegare perché, ad un tratto, aveva deciso di concedersi a lui. Lo seguì nella stanza adiacente.

La mattina seguente, quando i due scesero nella hall, trovarono Tomo e Shannon ad aspettarli, pronti a ripartire.
“Ehilà! Dormito bene?!” chiese Shannon sprezzante ai due appena arrivati, con a fianco Tomo che sorrideva e gli dava manforte.
“Fottiti!” risposero all’unisono Jared e Tim, che si fermarono, si guardarono, e si lasciarono andare in una sonora risata. Poi il frontman si girò con aria di sfida verso Shannon.
“Visto che sei così energico, che ne dici di portare i miei bagagli e quelli di Tim fino all’automobile? Puoi sempre farti dare una mano da Tomo!”
“Cos…?”
“Vieni Tim, quattro braccia saranno più che sufficienti”
“Ok” rispose il bassista con una scrollatina di spalle.
I due si diressero così fuori dall’albergo sghignazzando, lasciando Shannon e Tomo a giocarsi alla morra cinese il bagaglio di Jared.
Comments 
7th-Jun-2008 11:25 am (UTC)
Certo che mi riferisco all'originale...è di quello che stiamo parlando!!

Con questi soprannomi mi fate rincoglionire!XD Non che non lo sia già di mio eh...*fufu*
7th-Jun-2008 09:24 pm (UTC)
Dai che non siamo così casinari......
Firmato: Colin lo zozzo irlandese Farrell!!
8th-Jun-2008 10:45 am (UTC)
Ecco appunto!!Per me siete Apo ed Heles, punto! XD
8th-Jun-2008 08:21 pm (UTC)
Jaaaaaaareeeeeeeeeeeeeeeeed!!!!!!!!!!!!!!!!
*Si mette a piangere*
Aiuto........
*sniff sniff*
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